Risultati di ricerca
4 risultati trovati con una ricerca vuota
- pietro varriale raccontautore
educatore-formatore lavoro con l'arteducazione, il teatro dell’oppresso, la ludopedagogia, raccontautore.
- pietro varriale
bio | educatore-formatore lavoro con l'arteducazione, il teatro dell’oppresso, la ludopedagogia, raccontautore. sono nato a napoli, fortunatamente! educatore-formatore lavoro con l'arteducazione, il teatro dell’oppresso, la ludopedagogia, raccontautore. “tutti possono fare teatro, anche gli attori. si può fare teatro in qualsiasi luogo, anche dentro i teatri.” augusto boal conduco e sviluppo azioni partecipative per stimolare il dialogo, sostenere l'emersione della domanda, promuovere la presa di coscienza nei gruppi attraverso linguaggi creativi e collettivi, come strumenti vitali di resistenza e di pratica trasformativa. di seguito alcune esperienze di progetti collettivi ideati, condivisi e sperimentati: https://www.manualenuovegenerazioni.it/appunimm-teatro https://www.facebook.com/gruppotodosnos come educatore-formatore ho curato e condotto diversi progetti di scrittura espressiva creativa e di teatro dell'oppresso: lavorando nelle scuole, nei centri e servizi educativi per l'infanzia e l'adolescenza, nei centri diurni con persone adulte, nelle carceri, nei collettivi, in strada, a teatro. tuttora con enti diversi attraverso il teatro dell'oppresso e la ludopedagogia progetto, curo e conduco interventi: per rafforzare un gruppo, per esplorare un tema con un gruppo, per provare cambiamenti in uno spazio protetto e creativo, per organizzare una ricerca-azione-partecipata. come raccontautore ho pubblicato: scorregge di un millantatore di quartiere, edizioni gutenberg; il mare asciutto dell’ortese nello sguardo di un borderline, edizioni exit nonsense; colori, racconto presente nel libro: scampia trip, edizioni ad est dell’equatore; teatro e caffè, racconto presente nel libro: i 100 segreti del caffè napoletano. scienza, mito e storie dell'espresso più famoso al mondo, curato da mauro illiano, edizioni diana; dietro l'oscuro tutto scorre, racconto presente nel libro: nemesi d'amore e di anarchia, curato da daniele sanzone, edizioni baldini+castoldi; ancora come raccontautore ho collaborato con diverse soggettività disseminando parole in scena e parole in corto, realizzando spettacoli teatrali e cortometraggi. a seguire le esperienze che hanno contribuito e caratterizzato la costruzione della mia formazione di bipede a tenere sveglio il sogno: educatore, conduttore di gruppi, educatore, coordinatore, ludopercussionista, regista, progettista, attore, artigiano, bancarellaio, libraio, operaio... quanto basta per restare sognatore, ascoltatore, talvolta visionario. tra queste significativa è la formazione, la conoscenza diretta, l'acquisizione delle tecniche, degli strumenti e la pratica dei seguenti metodi: il teatro dell'oppresso (tdo), la ludopedagogia, il grupo cultural bagunçaço, il grupo pé no chão. inciampando ripetutamente su pietre di partecipazione ho imparato (forse) a stare nei gruppi, a condividere le proposte come i saperi, a socializzare i conflitti, a praticare la costruzione, la manutenzione e il rafforzamento di reti sociali. durante gli anni novanta come molti curiosi, affamati, appassionati che hanno festeggiato due volte dieci anni: ho conosciuto e frequentato diverse faune di musica, di recitazione, di drammaturgia, di teatro, di scrittura, di educazione e formazione non formale, di artigianato. grazie a queste officine di saperi negli anni a venire ho potuto sperimentare i linguaggi appresi in ambiti diversi, collaborando con i numerosi e svariati livelli della progettazione partecipata incontrando e abitando realtà autentiche, feraci, complesse. nel tempo queste esperienze realizzate in vari contesti, mi hanno portato ad assumere ruoli e funzioni spesso di riferimento. ad aggiungere tracce, come passi di conoscenza. passi con l'andatura dello stupore hanno tracciato percorsi e relazioni formando in modo significativo a coscientizzare la mia persona, ad accrescere lo sguardo consapevole, ad agire e sostenere una combinazione di azioni (forse) di miglioramento e di valorizzazione sociale. passi che testimoniano e confermano che non ci sono maestri, ma un'etica fatta di sintonie, frequenze, corrispondenze. le parole che leggerai sono traboccate prima, infebbrate, si sono sparse a grappolo diventando spurghi di racconti, strappi di poesia.
- le parole in corto sono sceneggiature in video, impregnate di partecipAzione
le parole in corto sono sceneggiature in video, impregnate di partecipAzione fiori. l'idea sulla quale si sofferma il corto è la violenza sulle donne, rappresentata attraverso quattro aree: violenza assistita, violenza subita, prodotta e corrisposta. le due protagoniste del corto sono ignare al processo di agnizione di essere vite violentate. sceneggiatura di pietro varriale regia di enzo pizza 2010, italia haoma. il caffè come luogo, il bancone del barista come avamposto e cerimoniale dove senza appuntamento si sparpagliano, senza tempo miscele di umanità diverse, macine di vite in altre vite. zara è il bancone che diventa proscenio, il barista è lo specchio, l'orecchio, la grazia. liberamente ispirato al libro: così parlò zarathustra di friedrich nietzsche, il corto mette in dialogo un sacrario di dubbi, dialoghi, crisi, incontri, sentimenti, riflessioni di umana possibilità. nell'attesa della bevanda come accesso all'immortalità del vivere o sperare di farlo. sceneggiatura di pietro varriale regia di enzo pizza 2010, italia manico mio. il corto è il tentativo di coniugare l'inamovibilità della scultura al costante movimento della vita, la scelta drammaturgica cerca di utilizzare alcuni personaggi ispirati al mondo del fumetto a strisce che, di fatto, sagomano le fattezze e il carattere dei protagonisti, li pone in una situazione di sospensione costante. il corto è un'analisi critica intorno al tema del pensiero divergente tra realtà e follia. partecipazione al napoli film festival 2010 sezione "schermo napoli quick". temi assegnati: l'opera di salvatore cotugno, senza titolo, 1972, con tecnica mista, legno, stoffa e gesso, cm 120 x 120 donazione dell'artista e presente nel museo del ‘900; la citazione di carlo cecchi nel film morte di un matematico napoletano: "guarda che quelli che si limitano saggiamente a ciò che pare loro possibile non avanzeranno mai di un passo", un vassoio. sceneggiatura di pietro varriale regia di enzo pizza 2010, italia grumi. l’opera e la citazione cinematografica sono stati due ingredienti necessari per la trasfigurazione dell’irreale-realta’, il corto grumi è racconto nel raccontarsi, nella macchia pittorica come nella macerazione, è conturbante la rappresentazione da cui il corpo narrativo si dipana e si fa racconto trasformato. partecipazione al napoli film festival 2009 sezione "schermo napoli quick". temi assegnati: opera: giuditta e oloferne di artemisia gentileschi (olio su tela, 1625-1630 ca., museo di capodimonte, napoli); la citazione di woody allen nel film io e annie: "io ho un pessimo ricordo dell’università… era… successe che fui sbattuto fuori il primo anno perché copiavo agli scritti di metafisica: sapete, stavo sbirciando nell’anima del compagno accanto a me", oggetto: martello. sceneggiatura di pietro varriale regia di enzo pizza 2009, italia
- il processo al libro è un laboratorio di arteducazione e di teatro forum a carattere esperienziale con metodi partecipativi, ispirato al teatro dell'oppresso
il processo al libro è un laboratorio di arteducazione e di teatro forum a carattere esperienziale con metodi partecipativi, ispirato al teatro dell'oppresso il processo al libro è un laboratorio di arteducazione e di teatro forum a carattere esperienziale con metodi partecipativi, ispirato al teatro dell'oppresso e rivolto a chiunque voglia mettere la parola in dialogo e il corpo in gioco. attraverso giochi ed esercitazioni i partecipanti sceglieranno di assumere e indossare l’identità della pubblica difesa, come della pubblica accusa, della giuria come di essere giudice del libro processato. un'officina di confronto e approfondimento tematico ed elaborazione critica intorno al libro: ispirata al modello anglosassone del "debate".


